Di lui si può dire ogni bene possibile, ma non esageriamo e atteniamoci ai fatti riportati dal suo più attendibile biografo:

"A quel tempo egli era molto giovane ciononostante aveva già un gran seguito di pupe e pargoli che si sgomitavano per partecipare alle sue piccole imprese. Il ragazzo dimostrava da sempre un vivo interesse per le pietre, prima solo come proiettili per rompere vetri e danneggiare opere pubbliche e private, poi verso i dieci anni aveva cominciato a selezionarle: selci fluidate per essere lanciate a mano, bauxite per la fionda e così via. Ma l'interesse era già scattato. In breve iniziò ad organizzare minuscole spedizioni nelle zone ricche di minerali.

A 11 anni la svolta: una domenica mattina viene portato in grotta e non per esservi abbandonato (come qualcuno sperava).

L'emozione è fortissima. L'ipogeo appena scoperto è esteso e di difficile accesso per gli strettissimi cunicoli. Il giovane esploratore con in testa un casco da speleologo due misure più grande osserva tutto a bocca aperta fino a quando non lo avvertono dei pipistrelli che gli vollteggiano sulla verticale. L'ambiente è saturo di tracce umane preistoriche: graffiti, dipinti in ocra e fango, selci scheggiate, tracce di focolari, vasellame, sigarette. Ne è folgorato e nasce una nuova passione. In breve comincia ad esplorare ogni buco e trascina con se altri due compari. Insieme formano il GSH (Gruppo Speleologico Hydruntum) sorto prendendo a modello i più blasonati gruppi speleo umbro-toscani. I tre ricoprono le importanti cariche di presidente, segretario e sherpa. Al primo corso nazionale di speleologia di Perugia è l'unico gruppo a presentarsi al completo! Si specializzano su sistemi di sola corda, assolutamente innovativi per i primi anni settanta al punto da essere considerati dei pazzi incoscienti. Sono spesso fermati dai carabinieri mentre si calano da ponti e viadotti. Si può dire che la Petzl sia stata la loro seconda mamma!

Nel frattempo gli interessi si moltiplicano e di pari passo cresce l'ansia dei genitori.

A 15 anni il direttore dell'Istituto Italiano di Speleologia lo indica come guida locale ad un gruppo di speleosub bolognesi in spedizione nella sua zona: ovviamente fà la prima immersione con l'autorespiratore! L'anno dopo ha il brevetto. Frequenta corsi di speleobiologia e cartografia mentre gli amici giocano a pallone.

Diventa radioamatore e mentre i compagni vanno in spiaggia, campeggia in zone sperdute come scogliere a picco o isolotti che "attiva" radiantisticamente costruendo antenne smisurate.

Guida misteriose spedizioni notturne in luoghi isolati e bui, ma non si tratta di nulla di losco: con i primi strumenti a disposizione (un galileiano e uno smith-cassegrain osserva il cielo alla ricerca di comete e altri "oggetti" non meglio identificati. Organizza insieme alla sua Associazione Ricerche Ufologiche le prime e probabilmente uniche uscite contemporanee di osservazione a livello nazionale. Molti gruppi sono collegati tra di loro in onde corte sulle frequenze allora proibitissime dei 45 mt. Nonostante ciò non viene rapito dagli ufo che si limitano "soltanto" a percorrere la penisola in pochi minuti. Storico rimane in quel periodo il calcolo dell'altezza di un satellite artificiale con mezzi rudimentali ma efficaci (errore inferiore al 10%!).

Preoccupati nel vederlo pallido i suoi gli regalano un flying junior. In poco tempo rivoluziona l'attrezzatura di questa deriva costruita per due persone, riuscendo a portarla da solo anche con lo spinnaker, ma in presenza di belle ragazze simula incapacità per essere accompagnato.

Per una fortunata serie di circostanze ha un surf da onda quando in Italia l'oggetto è ancora sconosciuto: in acqua molti gli chiedono se ha dimenticato la vela! Assolutamente solo tra le onde fino ai primi anni novanta, surfa ogni mareggiata disponibile, burrasche colossali comprese e detiene tuttora il primato di acqua salata ingurgitata nelle 24 ore. Quando non ci sono onde fà downhill con uno skateboard appositamente modificato. Quando cade e si fa male non lo dice a nessuno e si tiene i dolori.

A 18 anni per il diploma vuole un deltaplano.

È pazzo! Così pensano i genitori, ma meno di venti ore dopo l'esame è in Alto Adige a fare i primi voli.

Tra un volo e l'altro frequenta distrattamente geologia ad Urbino e quando ha tempo dà anche qualche esame.

Un giorno sull'FM 98,1 un segnale rompe il frusciante silenzio di quei tempi: c'è musica! È la seconda radio libera a sorgere nella penisola salentina e i primi esperimenti di trasmissione con attrezzature rigorosamente autocostruite vengono, naturalmente, dalla sua stanza. Arrivano anche i carabinieri a prenderne atto.

In pochissimo tempo si costituisce un pool di amici entusiasti (oltre venti ragazzi e ragazze) che con poche lire a testa finanzia e inizia a gestire la piccola emittente. Radio Onda Marina 98,1 diventa presto un singolare punto di aggregazione come non ne esistono neanche oggi.

Arriva il momento del servizio militare che dovrebbe svolgere in Marina.

Ma in quel periodo sente prepotentemente la passione per la montagna, complici anche faccende di cuore, così esuma un vecchio accordo interforze che prevede la possibilità, per chi fosse iscritto da più di 5 anni al CAI (Club Alpino Italiano), di fare domanda per passare negli alpini. Ovviamente la cosa non riesce. Si scopre infatti che ha più abilitazioni nautiche di un capitano di corvetta (patenti, brevetti, certificati vari). Riesce ad evitare di essere mandato negli Sminatori Subacquei e finisce come sergente in un piccolo distaccamento della Guardia Costiera dove ci sono solo altre due persone, un comandante e un vicecomandante. Gli sembra di essere tornato ai tempi del Gruppo Speleo solo che questa volta è lui lo sherpa! Quando dopo molti mesi di vana attesa e duro lavoro arrivano le prime due reclute le accoglie con spumante e pasticcini. In assoluta controtendenza con il nonnismo diffuso i ragazzi, esterrefatti, scoprono che gli ha anche preparato i letti con lenzuola profumate. Si congeda nella tristezza generale ma il mare è la sua nuova frontiera.

È già skipper quando Azzurra ancora non esiste. Naviga per parecchio tempo su barche d'epoca convinto di essere il capitano Cook, o almeno suo nipote. Comanda e gestisce grandi imbarcazioni lussuose e vele avvenieristiche. Organizza i primi charter nel Mediterraneo a cifre accessibili quando la vela è ancora per pochi. Infine si specializza sui catamarani e naviga, naviga, naviga.

Come negli assedi del medioevo, preso per stanchezza dopo infinito fidanzamento, capitola e sposa la sua Daniela.

Torna alla montagna dopo parecchi anni di assenza ed è di nuovo passione. Scopre la Val D'Aosta e se ne innamora, frequentandola per lunghi periodi d'inverno. Pratica ogni specialità alpina inclusa polenta & salsicce. Usa i carver quando gli altri fanno ancora a gara ad avere gli sci più lunghi. Fà snowboard sia soft che hard, ma anche squalo, airone, swingbo. È particolarmente noto in Vallée per essere l'unico ad usare l'Overskate in una nuova esclusiva versione assolutamente aliena. È noto anche per i buffi cappellini e le numerose protezioni che indossa. In fondo non è più un ragazzino e deve stare attento, ma se gli chiedono a bruciapelo quanti anni ha, risponde automaticamente "17"!


Annullo speciale per il 40esimo anno